SCOPRIMPRESA

CittàdellaSpezia: ScoPrimpresa, i numeri della realtà imprenditoriale spezzina

Che vuole aprirsi ai mercati esteri.

Durante la terza edizione di ScoPrimpresa sono state intervistate 100 imprese spezzine: di queste la totalità prevede un numero di addetti interno maggiore o uguale a 10 e fatturato sopra un milione di euro. Il campione è quasi interamente costituito da piccola impresa.

Gli imprenditori: “Priorità è accedere a nuovi mercati”.

L’effetto continuato della crisi ha inciso, come confermano i dati, soprattutto sulle piccole imprese con numero di addetti tra i 10-15. Sembra infatti esistere una correlazione, per il 2011, tra dimensione aziendale e scostamento di fatturato. Nonostante tutto mediamente, tra il 2010 e il 2011 si è assistito ad un aumento medio dei valori di fatturato. Confrontando questo dato con i valori nazionali le imprese spezzine sembrano seguire il trend complessivo.

È interessante osservare come tra le priorità di intervento per i prossimi tre anni gli imprenditori individuino principalmente l’accesso a nuovi mercati. Questa intuizione viene confermata dalle enormi possibilità offerte dalla vendita fuori confine. I dati confermano infatti una forte relazione positiva tra scostamento di fatturato e vendite all’estero. Chi ha un’incidenza delle vendite all’estero maggiore ha riscontrato, rispetto al 2010, notevoli incrementi di fatturato rispetto a chi non fa export o a chi ne fa fino al 10% del proprio fatturato.

Necessario un maggior controllo sulla solvibilità dei clienti.

Altro aspetto importante dichiarato dagli imprenditori è il dover controllare maggiormente, in modo preventivo, la solvibilità dei propri clienti. Tale aspetto tocca inevitabilmente due punti: la mancanza nella maggior parte delle piccole imprese spezzine di un adeguato sistema di indicatori e strumenti utili al controllo e la necessità di gestire le dinamiche finanziarie. Molte imprese informalmente hanno dichiarato la mancanza di tempo per poter procedere a implementare sistemi di misurazione adeguati ed efficaci. Si è troppo concentrati, come confermano i principali obiettivi individuati per il 2012, a mantenere o incrementare i fatturati, a voler ridurre le spese non valutando approfonditamente altri aspetti determinanti per il buon rendimento aziendale. A questo si deve aggiungere l’allungamento dei tempi di incasso dei crediti, l’aumentato rischio di insolvenza di molti clienti che richiede tempo e denaro per essere gestita.

Analisi del fabbisogno formativo. Pianificare meglio.

I dati della ricerca dicono, attraverso il dichiarato degli imprenditori, che è possibile ottenere migliori risultati se ci si sofferma a pianificare meglio. Non soltanto per quanto riguarda obiettivi e linee guida strategiche, ma anche per l’analisi del fabbisogno formativo, degli strumenti di comunicazione o su qualsiasi altro tipo di investimento, la pianificazione accurata dovrebbe essere un passo necessario. La ricerca non vuole individuare uno strumento migliore di altri perché ogni azienda è un caso a se stante, ma sicuramente permette di individuare delle tendenze e delle necessità e la pianificazione è una di queste.